Whatsapp, Facebook e Instagram down, cos’è successo davvero?

Come tutti sapete tra il tardo pomeriggio e la mezzanotte di lunedì 4 ottobre tre delle applicazioni più usate al mondo, Facebook, Instagram e Whatsapp, sono state irraggiungibili per circa sei ore. In molti si sono chiesti il motivo e adesso lo sappiamo. L’azienda Facebook, in una dichiarazione rilasciata nelle scorse ore, ha attribuito il disservizio ad alcune modifiche apportate internamente alla configurazione dei router dell’azienda. Modifiche che evidentemente non hanno funzionato come avrebbero dovuto.

“Le modifiche alla configurazione sui router della dorsale che coordinano il traffico di rete tra i nostri data center hanno causato problemi che hanno interrotto la comunicazione, ha spiegato Santosh Janardhan, vicepresidente di Facebook per le infrastrutture. Questa interruzione del traffico di rete “ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri data center, interrompendo i nostri servizi” ha continuato.

Durante il blocco delle app gli esperti avevano già ipotizzato – a ragione – che il problema interessasse il Domain name system (Dns) e il Border gateway protocol (Bgp) di Facebook, due parti fondamentali dell’infrastruttura di internet per l’instradamento dei dati. Il Dns è il sistema che assegna i nomi ai nodi della rete, mentre i Bpg possono essere paragonati alle mappe che servono raggiungere l’indirizzo Ip.

Il servizio di Dns Cloudflare ha spiegato che Facebook, attraverso una serie di aggiornamenti,in pratica ha detto ai Bgp che quei percorsi verso Facebook non esistevano più. Questo ha comportato che le persone che cercavano di raggiungere Facebook non riuscivano a trovare il percorso per accedervi.

Problemi anche in ufficio

Come detto, il disservizio non ha interessato solo Facebook ma anche tutti i servizi che si appoggiavano al social network, anche internamente all’azienda. “La causa alla base di questa interruzione ha avuto un impatto anche su molti degli strumenti e dei sistemi interni che utilizziamo nelle nostre operazioni quotidiane, complicando i nostri tentativi di diagnosticare e risolvere rapidamente il problema”, ha scritto Janardhan, spiegando perché il down sia durato così a lungo.

Il New York Times ha dato conto dei problemi per tantissimi dipendenti ad accedere alle proprie email e tool, oltre che ai server. Per qualcuno è stato addirittura complicato entrare fisicamente in ufficio dal momento che il badge non funzionavano. Anche se i dettagli sull’accaduto non sono ancora molti sembra che Facebook abbia dovuto inviare un team tecnico ai suoi server in California per ripristinare manualmente quelli da cui ha avuto origine il problema.

Le applicazioni di Facebook hanno ripreso a funzionare verso la mezzanotte, ora italiana, come confermato dalla compagnia, che si è scusata per l’inconveniente con tutte le persone e le aziende che si affidano ai suoi servizi per comunicare e fare business. Facebook ha affermato però di non avere “nessuna prova che i dati degli utenti siano stati compromessi a causa di questo tempo di inattività”.

Interruzioni di questo tipo non sono frequenti ma quando capitano hanno ricadute a cascata, come ammesso da Facebook stesso, riaccendendo i dubbi su un web troppo centralizzato.

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